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Le tombe di Dario II, Artaserse I e Dario I, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini
Le tombe di Dario II, Artaserse I e Dario I, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Naqsh-e Rostam: le tombe rupestri dei Re dei Re

Naqsh-e Rostam è uno dei più importanti siti archeologici dell’Iran e contiene monumenti fatti erigere dai re delle dinastie degli achemenidi e dei sasanidi durante un arco di tempo tra il 500 a.C. e il IV secolo d.C.. Il sito, situato a soli 6 km a nord di Persepoli, fu luogo di passaggio fin dai tempi antichi e già attorno al 1.000/700 a.C. gli elamiti vi scolpirono un bassorilievo che raffigurava il re e i sui dignitari nell’atto di adorare alcune divinità. Tale bassorilievo fu gravemente danneggiato e per gran parte rimosso da Bahram II che al suo posto vi edificò un altro bassorilievo. Ancora oggi dell’antico bassorilievo è però visibile un uomo con un insolito copricapo. L’uomo con il copricapo insolito raffigurato nel bassorilievo ha dato il nome al sito di Naqsh-e Rustam. Il nome di Naqsh-e Rostam deriva dal fatto che nel passato, perduto ogni ricordo di chi aveva eretto tali opere, esse furono interpretate come rappresentazioni dell’eroe mitologico iraniano Rostam.

La presenza delle antiche tombe dei re Achemenidi, scavate nella parete rocciosa ad alcune decine di metri dal suolo, e dei bassorilievi di epoca sasanide rendono il sito di Naqsh-e Rostam un luogo che invita alla meditazione, un posto unico, grandioso, suggestivo e misterioso. Le tombe richiamano alla mente la più famosa città di Petra in Giordania. Questo è il luogo, assieme alla vicina Persepoli, dov’è possibile lasciar andare la mente alle fantasie da Indiana Jones! Le tombe hanno la forma di grosse croci scavate nella roccia e sono di grandi dimensioni: 23 metri di altezza e 18 metri di larghezza. Sulla facciate delle tombe sono scolpite colonne e bassorilievi, al centro della struttura a forma di croce un ingresso scavato nella roccia conduce alla cripta interna del sepolcro.

La tomba di Dario I, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

La tomba di Dario I, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Durante il regno degli Achemenidi, fu Dario I il Grande (522 a.C. – 486 a.C.) il primo re persiano ad edificare una tomba tagliata nella parete rocciosa di Naqsh-e Rostam. Dario I, pochi anni prima, nelle vicinanze di Naqsh-e Rostam, aveva fondato Persepoli, la nuova capitale dell’impero. La tomba di Dario I è l’unica tomba di cui con certezza conosciamo il re che la fece costruire e colui che vi fu sepolto, infatti è l’unica tomba del sito che presenta un iscrizione che la identifica come la tomba di Dario I. Delle altre tombe possiamo solo fare supposizioni di quali re vi fossero sepolti. La tomba di Dario I è la terza verso destra guardando frontalmente la parete principale del sito.

Trionfo di Shapur I, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Trionfo di Shapur I, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Tre dei successori di Dario I, molto probabilmente suo figlio Serse I, Artaserse I e Dario II, decisero di costruire nello stesso sito tombe simili a quella di Dario I. Invece due degli ultimi re Achemenidi (Artaserse II e Artaserse III) scelsero di essere sepolti in tombe tagliate nella roccia sopra la città di Persepoli. A Naqsh-e Rostam lungo la parete principale, la prima tomba a sinistra è quella attribuita a Dario II, poi più a destra si trova la tomba attribuita ad Artaserse I, quindi ancora più a destra è la tomba di Dario I. Sulla parete a destra di queste tombe si trova la tomba attribuita a Serse I.

Investitura di Narseh, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Investitura di Narseh, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Davanti alla tomba di Dario II si trova un edificio di pietra a forma di torre conosciuto come la torre “Ka’bah” di Zoroastro. La struttura ha una base quadrata di 7,30 metri per lato, si trova posizionata su una piattaforma formata da tre gradini e sorge oggi alcuni metri più in basso del livello del terreno attuale. L’edificio fu costruito durante il regno degli Achemenidi, ma il suo utilizzo non è certo, potrebbe essere stato un tempio del fuoco zoroastriano oppure un tempio per il culto dei re. Un edificio similare, anche se molto mal conservato, esiste anche nella città di Pasargade. In epoca sassanide, nelle mura inferiori dell’edificio, il re Shapur I fece iscrivere un iscrizione trilingue (in medio persiano, greco e partico) dove egli descrive la sua genealogia, l’estensione del suo impero e le vittorie che egli ebbe contro tre imperatori romani (Gordiano III, Filippo l’Arabo e Valeriano). Nell’iscrizione sono presenti anche i nomi dei membri della sua famiglia e dei cortigiani. Negli anni successivi anche l’alto sacerdote Kartir fece porre un iscrizione nel muro orientale di questa torre.

Investitura di Ardashir I, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Investitura di Ardashir I, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Lungo le pareti rocciose di Naqsh-e Rostam si trovano anche 8 splendidi bassorilievi di epoca sasanide, di questi 6 bassorilievi si trovano in corrispondenza della parete dove sono le tombe dei Re dei Re, mentre altri 2 bassorilievi sono situati al termine della parete alcune centinaia di metri a sinistra delle tombe. I re Sasanidi che aspiravano ad essere gli eredi degli Achemenidi elessero il luogo come santuario nazionale e a partire dal 224 d.C. iniziarono e edificare dei bassorilievi e delle iscrizioni.

Il primo bassorilievo in ordine di tempo è quello che raffigura l’investitura di Ardashir I (c 224 d.C. – 242 d.C.), il fondatore dell’impero sasanide. Nel bassorilievo è riportata anche un iscrizione in cui viene per la prima volta nella storia utilizzato il termine Iran. Il bassorilievo, si trova lontano dalle tombe dei Re dei Re, è infatti l’ultimo a sinistra di quelli presenti a Naqsh-e Rostam. A destra, accanto al bassorilievo di Ardashir I, si trova un bassorilievo che raffigura il re Bahram II (c 274 d.C. – 293 d.C.) circondato da membri della sua famiglia e da cortigiani. Qui si trovano anche le tracce dell’antichissimo bassorilievo probabilmente elamita che in gran parte fu coperto da questo nuovo bassorilievo. In particolare a sinistra del bassorilievo di Bahram II si trova la testa coronata di una donna e a destra del bassorilievo sulla parete laterale è un personaggio con una strano copricapo.

Bassorilievo del re Bahram II. Qui si trovano anche le tracce dell'antico bassorilievo elamita, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Bassorilievo del re Bahram II. Qui si trovano anche le tracce dell’antico bassorilievo elamita, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Resti dell'antico bassorilievo elamita, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini.

A destra, nell’ombra i resti dell’antico bassorilievo elamita, Naqsh-e Rostam, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini.

Sotto alla tomba di Dario II si trova un altro bassorilievo raffigurante ancora Bahram II a cavallo mentre combatte contro un soldato romano. Sotto alla tomba di Artaserse I si trovano due bassorilievi quello più in basso, in condizioni migliori, raffigura il re Hormizd II (c 302 d.C. – 309 d.C.) a cavallo che combatte con un nemico disarcionandolo. Immediatamente sopra questo bassorilievo se ne trova un altro molto danneggiato che sembra essere il re Shapur II (c. 309 d.C. – 379 d.C.) accompagnato da alcuni cortigiani.

Tra le tombe di Artaserse I e Dario I si trova il più famoso bassorilievo di Naqsh-e Rostam, il trionfo di Shapur I (c 240 d.C. – 270 d.C.), che raffigura la vittoria di Shapur I su due imperatori romani: Valeriano e Filippo l’Arabo. Un terzo bassorilievo di Bahram II, suddiviso in due registri, è posizionato immediatamente sotto la tomba di Dario I. Anche in questa opera, in entrambi i registri, il re è raffigurato a cavallo mentre combatte con un soldato romano a cavallo. L’ultimo bassorilievo del sito si trova tra le tombe di Dario I e di Serse I, esso raffigura l’investitura di Narseh (c 293 d.C. – 302 d.C.) che riceve l’anello della regalità da una figura femminile.

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