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Naqsh-e Rajab, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini
Naqsh-e Rajab, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Naqsh-e Rajab: quattro splendidi bassorilievi di epoca sasanide

Naqsh-e Rajab è un piccolo suggestivo sito archeologico situato a pochi chilometri a nord della spettacolare città imperiale di Persepoli e a meno di un chilometro a sud del sito di Naqsh-e Rostam dove si trovano le tombe scavate nella roccia dei re achemenidi. A Naqsh-e Rajab su una parete di roccia calcarea si trovano quattro bassorilievi di epoca sasanide. Assieme al sito archeologico di Naqsh-e Rostam, il sito di Naqsh-e Rajab è inserito nella “Tentative List” dell’UNESCO per divenire patrimonio mondiale dell’umanità.

Situato davanti all’ingresso, il primo bassorilievo presente risale all’epoca del fondatore dell’impero Sasanide, Ardashir I l’unificatore, che governò l’impero tra il 224 d.C. e il 240 d.C.. Il bassorilievo mostra Ardashir I che riceve l’anello della regalità da Ahura Mazda. Entrambi i personaggi sono in posizione eretta e il re riceve l’anello della regalità dalle mani del dio. Tra di loro si trovano due figure a scala ridotta, una è il principe Bahram, nipote del re, l’altra figura rappresenta Izad Bahram la divinità iraniana dei guerrieri che appare nelle sembianze ellenistiche di Ercole. Dietro il re si trovano un alto funzionario con uno scaccia mosche e l’erede al trono, il principe Shapur.

Shapur I il grande che riceve l'anello della regalità da Ahura Mazda, Naqsh-e Rajab, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini.

Shapur I il grande che riceve l’anello della regalità da Ahura Mazda, Naqsh-e Rajab, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini.

Shapur I a cavallo, seguito dai membri della sua famiglia e dai più alti dignitari dello stato, Naqsh-e Rajab, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Shapur I a cavallo, seguito dai membri della sua famiglia e dai più alti dignitari dello stato, Naqsh-e Rajab, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

A sinistra del bassorilievo che rappresenta l’investitura di Ardashir I si trova un bassorilievo più piccolo in cui è rappresentato il busto di Kartir, un importante sacerdote del primo periodo sasanide. Una lunga iscrizione in persiano medio o pahlavi (lingua persiana utilizzata in epoca sasanide) descrive l’ascesa al potere del sacerdote durante i regni di Shapur I (240 d.C. – 270 d.C), Hormizd I (270 d.C. – 271 d.C) e Bahram I (271 d.C. – 274 d.C).

Anche un secondo bassorilievo, situato sulla parete a destra del bassorilievo dell’investitura di Ardashir I, raffigura l’investitura di un re. In questo caso si tratta del successore di Ardashir I, Shapur I il grande (240-270 d.C.) che riceve l’anello della regalità da Ahura Mazda. Entrambi i personaggi sono rappresentati in groppa ad un cavallo. Questo bassorilievo è piuttosto danneggiato, ma la sua lavorazione è superba.

Al centro bassorilievo dell'investitura di Ardashir I, a sinistra il bassorilievo più piccolo in cui è rappresentato il busto di Kartir, Naqsh-e Rajab, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Al centro bassorilievo dell’investitura di Ardashir I, a sinistra il bassorilievo più piccolo in cui è rappresentato il busto di Kartir, Naqsh-e Rajab, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Shapur I è rappresentato anche in un altro bassorilievo, situato nella parete all’estrema sinistra. Qui Shapur I è a cavallo, seguito dai membri della sua famiglia e dai più alti dignitari dello stato, tutti questi personaggi sono rappresentati in piedi, solo il re è a cavallo. Un iscrizione trilingue sul cavallo di Shapur I  permette l’identificazione del re, mentre gli altri personaggi possono essere identificati solo attraverso l’insegna presente nei loro copricapi.

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