Home / Asia / Iran / Esfahan: la Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh)
Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh), Esfahan, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini.
Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh), Esfahan, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini.

Esfahan: la Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh)

La Moschea Jāmeh o Moschea del Venerdì di Esfahan è un edificio del centro storico della città situato a poco più di un chilometro a nord-est della meravigliosa piazza Naqsh-e jahàn (Meidan Naqsh-e jahàn o anche Meidan Emam). Questa moschea, che si estende su una superficie di oltre 20.000 metri quadrati, rappresenta un capolavoro dell’architettura religiosa iraniana perché la struttura, frutto di continui lavori di costruzione e ricostruzione, contiene circa un millennio di esperienze architettoniche e l’edificio può essere visto come un esempio unico dell’evoluzione dell’architettura delle moschee iraniane durante un periodo di tempo che abbraccia oltre dodici secoli.

Questa è una delle moschee più antiche del paese, notizie di una moschea in questo luogo si hanno già a partire dal X secolo d.C. sotto il governo della dinastia sciita dei Buwayhidi (o Buyidi). Fu però nel XII secolo con il governo dei Selgiuchidi che la moschea fu riedificata nello stile architettonico con una pianta con quattro “iwan” o “ayvan” intorno al cortile, ponendo le quattro porte dell’edificio faccia a faccia. L'”iwan”, un elemento divenuto poi tipico dell’architettura islamica, è un ingresso ad un palazzo o ad una moschea formato da uno spazio misto aperto e coperto il cui ingresso è sormontato da un arco. In questo ambito la Moschea Jāmeh è il primo edificio islamico che ha adattato il layout del cortile con quattro iwan (Chahar Ayvan), tipico dei palazzi sassanidi pre-islamici, all’architettura religiosa islamica.

La cupola Nezam al-Molk, Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh), Esfahan, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

La cupola Nezam al-Molk, Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh), Esfahan, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

In epoca Selgiuchide furono anche costruite due straordinarie cupole in mattoni. La cupola di sud-ovest, che fu edificata da Nezam al-Molk tra il 1086 e il 1087, è la prima struttura a cupola nervata con doppio guscio mai edificata nell’architettura islamica. La cupola di nord-est, più piccola dell’altra, fu edificata da Taj al-Molk nel 1088 e rappresenta un capolavoro di architettura persiana per la sua chiarezza strutturale ed equilibrio geometrico. A causa di queste due innovazioni – i quattro “iwan” e le cupole – questo edificio rappresenta il prototipo per un nuovo disegno estetico e architettonico di moschea che in seguito divenne prevalente in Iran, in Asia Centrale e in alcuni casi anche nel resto del mondo islamico.

La cupola Taj al-Molk, Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh), Esfahan, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

La cupola Taj al-Molk, Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh), Esfahan, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

La moschea divenne il prototipo di un distinto stile architettonico islamico che rappresenta un esempio eccezionale di innovazione architettonica e tecnologica sviluppatasi durante il restauro e l’ampliamento della moschea evolutosi durante i secoli. L’edificio offre anche notevoli dettagli decorativi che rappresentano gli sviluppi stilistici di oltre mille anni di arte islamica. Questo monumento presenta un sovrapporsi di stili architettonici e stili decorativi che formano uno spaccato dell’arte e dell’architettura dei periodi Abbasidi, Buwayhidi, Selgiuchidi, Ilkhanide, Muzzafaridi, Timuridi e Safavide.

Mehrab Uljayto, Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh), Esfahan, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Mehrab Uljayto, Moschea del Venerdì (Moschea Jāmeh), Esfahan, Iran. Autore e Copyright Marco Ramerini

Molto interessanti sono i vari tipi di colonne di mattoni che con la loro disposizione formano decorazioni di forme geometriche. Le facciate simmetriche sono riccamente decorate, ma tutte le decorazioni architettoniche presenti all’interno dell’edificio esibiscono un collezione di arti decorative che rappresentano la storia artistica e decorativa della moschea e della città stessa. La moschea è inserita nel tessuto urbano della città tramite numerosi accessi che collegano l’edificio religioso con il bazar e il resto della città.

Molto belli i “mehrab” o “mihrab” – nicchie semicircolari che indicano la direzione della città della Mecca – presenti nella moschea, tra questi: nel Shabestan si trova il Mehrab Uljayto che è uno dei più pregevoli merhab in stucco di epoca ilkhanide, fu costruito nel 1310 d.C.. Un altro bel merhab in stucco di epoca ilkhanide si trova lungo il corridoio coperto dell’entrata orientale della moschea. La Moschea Jāmeh o Moschea del Venerdì di Esfahan è dal 2012 iscritta nella lista dei luoghi patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

banner
Close
Seguiteci su Facebook
Restate informati su Guida Viaggi