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Cappella della Medaglia Miracolosa, Parigi, Francia. Author André Leroux. No Copyright.
Cappella della Medaglia Miracolosa, Parigi, Francia. Author André Leroux

Cappella della Medaglia Miracolosa

A Parigi, al numero civico 140 di Rue Du Bac, non lontano dalla Tour Eiffel, c’è un Santuario, nel quale si trova la Cappella della Medaglia Miracolosa: non è molto distante dal Louvre ed è comodamente raggiungibile mediante la metropolitana che ha una delle sue fermate proprio a Rue Du Bac.

La Cappella della Medaglia Miracolosa attira ogni anno un milione di pellegrini, persone di ogni razza e colore, che vengono qui, nel cuore di Parigi, a cercare una risposta ai loro problemi esistenziali, a chiedere grazie alla Madonna che tutto sa e comprende e con cui ci si può sfogare come soltanto con una madre è possibile fare, nel più assoluto silenzio, in un clima di grande fervore e raccoglimento.

È in questo luogo che Maria Santissima apparve a S. Caterina Labourè per tre volte donando a lei e al mondo intero la medaglia dell’Immacolata conosciuta anche con il nome di Medaglia Miracolosa.

Caterina Labouré nacque nel villaggio di Fain-lès-Moutiers, in Borgogna (Francia) il 2 maggio 1806. Nona di 11 figli, ricevette una profonda educazione cristiana ma non frequentò mai alcuna scuola, solo più tardi imparò a scrivere. Sua madre morì quando lei aveva 9 anni. Qualche giorno dopo fu vista da una domestica montare su una sedia per abbracciare una statuetta della Madonna posta sull’altarino, quasi a dirle: “Ora sei Tu la mia Mamma”. Sin da bambina sentiva il desiderio di farsi suora, tanto che nel giorno della sua Prima Comunione si sentì ispirata a prometterlo a Gesù.

A 18 anni ebbe un sogno che la confermò nel suo proposito. Le apparve un vecchio sacerdote, prima in chiesa e poi al capezzale di un infermo. La ragazza, spaventata, voleva fuggire, ma il sacerdote, con infinita dolcezza, le disse: “Figlia mia, è una bella cosa curare gli infermi; tu ora mi sfuggi, ma un giorno sarai felice di venire da me. Dio ha dei disegni sopra di te: non lo dimenticare”.

E fu appunto nel parlatorio dell’Ospizio di Chatillon-sur-Seine che Caterina, posando lo sguardo su un quadro di San Vincenzo de’ Paoli, riconobbe il sacerdote del sogno.

Vinta la riluttanza del padre, entrò nel noviziato delle Figlie della Carità, a Parigi, il 21 aprile 1830 con il nome di suor Caterina. San Vincenzo volle subito manifestare la sua predilezione per questa sua figliola, e nei giorni che seguirono la festa della traslazione delle reliquie del Santo, avvenuta in quell’anno, ella vide più volte il cuore del Santo elevarsi al disopra del reliquiario esposto nella cappella delle Figlie della Carità.

COME ARRIVARE: Per raggiungere Rue du Bac si deve utilizzare la fermata del métro di Rue Du Bac.

RUE DU BAC: LE APPARIZIONI

Cappella della Medaglia Miracolosa, Parigi, Francia. Author André Leroux. No Copyright.

Cappella della Medaglia Miracolosa, Parigi, Francia. Author André Leroux

PRIMA APPARIZIONE: La notte del 18 luglio 1830, vigilia della festa di San Vincenzo, Caterina pregò il santo affinchè le facesse la grazia di vedere in sogno la Vergine Maria e si addormentò.

Alle 23,30 fu svegliata da una voce che la chiamò per tre volte di seguito ed ecco apparire accanto al letto un bambino dell’età di circa 4 anni che emanava luce, era il suo angelo custode che le diceva di sbrigarsi che la Vergine Santissima la stava aspettando in cappella.

Appena vi entrò trovò il luogo illuminato a festa come durante la Messa della notte di natale con fiaccole e ceri, l’angelo le disse di inginocchiarsi di fianco alla poltrona del prete, nel presbiterio, e di attendere.

A mezzanotte, il bambino le disse che la Madonna stava arrivando. Ecco che Caterina sentì un rumore, tipo fruscio di una veste di seta provenire dal lato della epistola e le apparve la Vergine Maria di una bellezza indescrivibile che era seduta sulla poltrona, Caterina stentò a credere a quello che stava vedendo, addirittura scambiò la Vergine per Sant’Anna, ma il suo angelo custode le confermò che invece era proprio la mamma di Gesù.

Si inginocchiò e appoggiò le sue mani sulle ginocchia della Madonna che le parlò dolcemente dandole raccomandazioni su come dovesse sopportare le contrarietà e su come Dio le avesse affidato una missione importante, la consolò avvertendola che avrebbe dovuto sopportare molte difficoltà ma che la grazia del Signore sarebbe stata con lei, che pregando avrebbe ricevuto ispirazioni per superare tutto ciò. Inoltre le disse che ai piedi di questo altare le grazie sarebbero state concesse a grandi e piccoli se fossero state chieste con fiducia e fervore. Infine le dette un messaggio per il suo confessore Padre Aladel che era destinato a fondare la confraternita delle Figlie di Maria.

Dopo aver detto ciò, ecco che il volto della Madre cambiò trasformandosi in un viso così triste che Caterina vide scenderle qualche lacrima e aggiunse che la Francia avrebbe dovuto subire delle grandi disgrazie, il clero avrebbe avuto vittime e che il mondo sarebbe stato colpito da gravi sventure tutto entro quarant’anni.

La Madonna se ne andò e Caterina fu accompagnata nella sua stanza dal suo angelo custode che le illuminò il passaggio, la gioia la pervase il cuore e riflettè su tutto quello che le era successo.

SECONDA APPARIZIONE: Era la vigilia di Avvento, il 27 novembre 1830, mentre Caterina si trovava in cappella insieme alle consorelle a meditare in un profondo silenzio la lettura del giorno, sentì un fruscio di un vestito di seta, si voltò in direzione del rumore e vide la Vergine Maria, che aveva tanto desiderato di rivedere e la gioia le riempì il cuore.

La Madonna era bellissima, indossava un semplicissimo abito di seta bianco, con il velo anch’esso bianco, il mantello di color azzurro argentato, i suoi piedi poggiavano su un globo, con le mani che reggevano un altro globo più piccolo e d’oro sormontato da una croce che le spiegò rappresentare la terra ed ogni persona in particolare, le mani erano delicatamente alzate, gli occhi rivolti verso l’alto. Un serpente verdastro le insidiava il calcagno ma Lei lo schiacciò con i suoi piedi. Improvvisamente vide le dita della Madonna riempirsi di anelli rivestiti di gemme preziose piccole e grandi che emanavano fasci di luce, che a causa dalla grande luce che emanavano essi rendevano invisibile la veste e i piedi della Madonna. La Vergine spiegò a Caterina che i raggi rappresentavano le grazie che ricevevano le persone che gliele chiedevano, di come Lei stessa fosse generosa nel concederle e felice. Dopo vide apparire delle lettere d’oro che partivano dalla Sua mano destra fino a quella sinistra e Caterina lesse: “O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Adesso la visione prese la forma di una medaglia che si girava e sul rovescio Caterina vide una grande lettera la “M” sormontata da una croce e sotto il Sacro Cuore di Gesù circondato da spine e quello di Maria trafitto da una spada, il tutto incorniciato da dodici stelle.

TERZA APPARIZIONE: In un giorno di dicembre del 1830 sempre verso le 17,30, la Vergine apparve a Caterina prendendo la forma della Medaglia ricordandole ancora una volta che i raggi che vedeva erano le grazie che concedeva a coloro che gliele chiedevano. La visione si concluse con l’avvertimento che non le sarebbe apparsa più ma che avrebbe sentito la Sua voce durante la preghiera.

Negli anni successivi alle apparizioni tutto si avverò riguardo agli eventi che si sarebbero verificati. La Medaglia miracolosa fu realizzata nel 1832 e dieci anni dopo ne furono distribuite in tutto il mondo circa dieci milioni. Padre Aladel fondò nel 1838 la Confraternita delle Figlie di Maria che nel 1969 prenderà il nome di Gioventù Mariana, oggi diffusa in tutto il mondo. Il dogma dell’immacolata concezione fu definito l’8 dicembre del 1854. Il 31 dicembre del 1876 Caterina Labourè morì e prima di entrare in agonia si preoccupò di confezionare le Medaglie.

Nel 1933 nel periodo che precedeva la sua beatificazione fu riesumata la salma e con grande stupore fu trovato il corpo intatto nonostante la grande umidità del luogo. Nel 1947 fu canonizzata divenendo Santa Caterina Labourè.

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