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Ahu Tongariki, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini
Ahu Tongariki, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini

Isola di Pasqua: un’isola affascinante ricca di misteri

Situata a poco meno di 6 ore di volo da Santiago del Cile ed a altrettante ore di volo da Tahiti in Polinesia Francese, l’isola di Pasqua è uno dei luoghi più isolati del mondo. Per avere un idea dell’isolamento di quest’isola prendete una cartina geografica e osservate le distanze: L’isola abitata più vicina è la piccolissima Pitcairn dove risiedono meno di 100 persone discendenti degli ammutinati del Bounty. L’isola di Mangareva in Polinesia Francese con una popolazione di poco più di 1.000 persone si trova a 2.600 km di distanza e la più grande isola di Tahiti è a oltre 4.000 km ad ovest dell’isola di Pasqua. Verso est gli scogli disabitati di Sala y Gómez sono a 400 km di distanza. Le altrettanto disabitate Islas Desventuradas si trovano a 2.900 km di distanza. L’arcipelago delle Isole Juan Fernández, dove vivono meno di 1.000 persone, è situato ad una distanza tra i 2.800 e i 3.000 km ad est dell’isola di Pasqua. Il punto più vicino della costa cilena si trova a 3.500 km a est. Provate a sovrapporre una mappa dell’Europa e vedrete che se prendete Varsavia in Polonia come base per l’isola di Pasqua, ad oriente la costa del Sudamerica si trova più lontana di Astana in Kazakistan, dall’altro lato, ad occidente, Tahiti si troverebbe nella punta meridionale della Groenlandia. Da questo potete capire che quest’isola è veramente isolata.

Ma l’isolamento non è l’unica cosa che rende affascinante l’isola di Pasqua, qui infatti è sorta una delle civiltà più enigmatiche della storia dell’uomo. L’isola oggi è abitata da oltre 7.000 persone in parte discendenti dell’antica popolazione polinesiana che colonizzò l’isola circa 1.300 anni fa (tra il 600 e l’800 d.C.). La civiltà dell’isola di Pasqua non ha lasciato testimonianze scritte ma ha lasciato centinaia di enormi statue sparse in tutta l’isola: i moai. I moai sembra che rappresentassero gli antenati e erano rivolti verso i villaggi dell’isola a loro protezione. Tutti i moai che sono stati piazzati nelle loro piattaforme sono rivolti verso l’interno dell’isola, solamente i moai di Ahu Akivi invece sono rivolti verso il mare, sembra che ciò sia dovuto semplicemente alla posizione di quel villaggio.

Rano Kao, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini

Rano Kao, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini

Quasi tutti i moai sono stati intagliati e provengono dalla cava situata lungo le pendici del vulcano Rano Raraku situato nella parte orientale dell’isola. I moai erano poi sormontati da enormi cappelli di pietra rossa provenienti da un’altra cava quella di Puna Pau situata a oltre 10 km di distanza da Rano Raraku, nella parte opposta dell’isola. Negli anni gli abitanti dell’isola hanno costruito diverse centiania di moai, se ne contano oggi poco meno di un migliaio. Il moai più grande mai eretto misura 10 metri d’altezza. Mentre un moai mai terminato nella cava di Rano Raraku supera i 21 metri di altezza.

Le domande senza risposta certa sono molte: Come mai gli abitanti dell’isola di Pasqua hanno costruito così tante statue ? Come hanno fatto a trasportarle ? Perchè ad un certo punto i moai sono stati tutti abbattuti ? Perchè l’isola è stata completamente spogliata dalla ricca copertura di alberi che originariamente aveva ? Perchè centinaia di moai si trovano lungo le pendici del vulcano Rano Raraku e non sono mai stati portati nei luoghi dove dovevano essere eretti ? Visitare l’isola mi ha permesso di farmi una mia idea su alcune di queste domande. Ovviamente sono solo mie impressioni che vi racconterò in un altro articolo. Storia dell’Isola di Pasqua: tante domande, poche certezze.

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